DISFUNZIONI ORMONALI E CALVIZIE

Spesso la caduta o il diradamento dei capelli nelle donne è legata a cause varie, ma principalmente a problemi di carattere endocrino o neurogeno. In questo caso può essere molto d'aiuto la presenza di un medico specialista neuro-endocrinologo esperto in tricologia.

PROBLEMI ORMONALI
Una delle cause piu' frequenti e' legata ad uno squilibrio estrogeni-androgeni. Quindi, in queste forme, la patologia e' di origine ormonale ed endocrina.

Alcune forme di alopecia cominciano gia' dal periodo della puberta': coincidono di solito con una dermatite seborroica del cuoio capelluto che, oltre alla azione meccanica impermeabilizzante sul follicolo, e fra la papilla e il bulbo, ha una azione corrosiva legata ai gruppi metilici ossidanti e ad alcuni acidi come l’acido linoleico.
Questi acidi, oltre a creare gravi danni e perdite di capelli, determinano frequenti bruciori, forfora, untuosita' e talvolta dolore del cuoio capelluto.

Le persone più colpite sono quelle che hanno la presenza di cisti ovariche o di ovaio micropolicistico; o comunque in assenza di cisti o di cisti pregresse, presentano tuttavia per lungo tempo un orientamento androgenico dell’ovaio, cioè la presenza di ormoni androgeni (maschili).

Nel periodo della menopausa il calo degli ormoni femminili (estrogeni), risparmiatori dei capelli, aggrava la caduta dei capelli per le mutate ormoniche ed endocrine.

CADUTA CAPELLI PER CAUSE NERVOSE O DI NATURA NEUROGENA
Si tratta di alopecie aerate con larghe chiazze senza capelli, a cui appartengono le “aree celsae”. Talvolta questo tipo di alopecie sono globali, e sono spesso recidivanti se mal curate. Il danno estetico delle persone colpite, in questi casi, è notevole.

Di solito solo nei centri medici specialistici del ramo, e con esperienza del settore, si possono risolvere questi problemi in maniera definitiva, ed evitare così un lungo altalenarsi di periodi che turbano psicologicamente molte donne per il danno alla loro immagine.

CAUSE ANEMICHE
Le patologie anemiche, sideropeniche o ipocromiche, soprattutto in presenza di disfunzioni ormonali, o di perdite ematiche eccessive, che portano alla carenza di ferro, possono determinare l’indebolimento notevole dei capelli e la conseguente caduta.

Ecco perché si raccomanda vivamente di rivolgersi a centri specializzati dal lato medico.

CAPELLI SFIBRATI DEBOLI O RADI
Questi problemi sono legati di solito a dermatiti seborroiche del cuoio capelluto, a problemi esfoliativi del cuoio capelluto, a psoriasi, a parapsoriasi, a follicoliti decalvanti (processi infiammatori dei follicoli del cuoio capelluto), a micosi del cuoio capelluto, a lunghe cure mediche errate o a farmaci sconvenienti o a terapie ingiustificate (le cosiddette cause iatrogene).

Lo stress, in questi casi, anche se non è la causa diretta, è da ritenere una concausa che aggrava notevolmente la situazione che si è venuta a verificare.

Talvolta la caduta dei capelli è legata a intolleranze e al danno prodotto dall’uso di prodotti poco raccomandabili o non consigliabili per una determinata persona. Anche le tinte o gli shampoo non adatti possono avere azione deleteria sui capelli e sul cuoio capelluto delle donne. Gli shampoo devono essere specifici per le donne, cercando di evitare prodotti indicati per uomini che possono alterare l’assetto ormonale, che è diverso nelle donne.

ALOPECIA AERATA O AREA CELSAE
Sempre più frequenti nelle donne sono le manifestazioni di calvizie, di perdita di sopracciglia e di peli in altre parti del corpo. Fattori stressanti e neuro-ormonali possono essere alla base di perdite vistose di capelli e di peli.
Dalla parola greca alopex (cioè "senza peli") deriva l'etimologia del nome oggi tanto diffuso di alopecia, calvizie devastante e recidivante che con molta frequenza colpisce tantissime donne mettendone a rischio la loro immagine per le vaste zone prive di capelli che si vengono a determinare. Dapprima si tratta di piccole chiazze, che poi fondendosi fra di loro danno origine a chiazza a carta geografica che coinvolgono aree più vaste del cuoio capelluto e delle zone pilifere in generale (sopracciglie, pube e ascelle).

L'alopecia androgenetica femminile in età giovanile e in età post-menopausa
In entrambi i casi si tratta di aumento di ormoni androgeni a scapito degli estrogeni, per cui trae origine una forte perdita di capelli, spesso progressiva, legata talvolta ad altri fattori concomitanti da determinare caso per caso.
Per l'età giovanile è da tenere spesso presente il ruolo dell'ovaio policistico o micropolicistico che sta alla base dell'evoluzione del forte diradamento dei capelli e del loro assottigliamento.
Nelle donne in età post-menopausa, riducendosi gli estrogeni, prevale la sfera ormonale androgenica che determina la caduta dei capelli.
In conclusione, nella frequente perdita di capelli nelle donne un ruolo importante senza dubbio è giocato dall'orientamento androgenico dell'ovaio.
Risulta dunque indispensabile la figura del medico specialista in endocrinologia o nelle malattie e nelle disfunzioni ormonali.

FATTORI EREDITARI
In presenza di un ambito familiare con calvizie, o tendenti alla calvizie (sia maschile che femminile), bisogna attivarsi affinchè il terreno ereditario predisponente non possa prima o poi sfociare in situazioni patologiche più difficili da curare, e dove il recupero diventa evidentemente difficoltoso.

COME INTERVENIRE
Tutti i casi qui esposti meritano di essere trattati pressi centri o studi medici verificati, specie dove vi sia la presenza principalmente di uno specialista endocrinologo, ma possibilmente anche di un dermatologo.

LE CURE
Accertare le cause (diverse per ogni singola persona) ricorrendo spesso agli accertamenti diagnostici richiesti è indispensabile per una cura svolta correttamente e mirata ad ottenere risultati soddisfacenti e duraturi.

CONCLUSIONI
Durante la mia lunghissima esperienza professionale, come specialista endocrinologo e tricologo, mi sono reso conto che la percentuale di donne colpite dalle patologie del cuoio capelluto e dalla conseguente perdita dei capelli è notevole, e nella stragrande maggioranza dei casi, i risultati delle cure (nei soggetti scrupolosi che osservano attentamente le terapie) hanno dato esito favorevole con difficoltà di recidive, stabilizzando così nel tempo i vantaggi ottenuti.

Rispetto al passato, d’altronde, oggi i progressi delle ricerche nel campo tricologico sono notevoli, e quindi molte specialità nuove permettono un approccio diverso con la vasta casistica dei pazienti che si rivolgono ai nostri istituti.



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