Le modalità di rimpiazzo dei capelli sono varie, anche a seconda delle epoche e delle "mode". Originariamente si trasferivano interi lembi di cuoio capelluto da una regione all'altra della testa per coprire ampie zone calve. Tale tecnica è stata quasi del tutto abbandonata perché non dava risultati estetici soddisfacenti e, inoltre, residuavano ampie cicatrici tra i capelli, spesso mal nascondigli. Si è allora pensato di impiantare dei capelli sintetici in modo da poter dare immediatamente un buon risultato estetico.
Alla lunga, però, tali impianti sintetici a livello del cuoio capelluto erano fonte di infiammazioni, che perduravano nel tempo cosi a lungo, tanto da costringere il paziente a farsi togliere i capelli impiantati per poter guarire. La tecnica chirurgica ora più utilizzata perché, oltre ad essere più sicura, fornisce un risultato estetico di grande naturalezza è il microautotrapianto di capelli.
CHE COSA E' IL MICROAUTOTRAPIANTO DI CAPELLI?
Si tratta di una particolare tecnica che consiste nel trasferimento di piccole aree di cuoio capelluto contenenti da uno a tre follicoli piliferi da un'area donatrice, solitamente la nuca, perché risparmiata dall'alopecia, ad un'area calva o diradata, detta ricevente. I follicoli trapiantati nella nuova sede si comporteranno come avrebbero fatto nella zona di origine, dando vita ad una normale crescita di capelli.
CHI SONO I CANDIDATI?
Tutte le persone colpite da alopecia androgenetica possono eseguire tale tecnica, purché abbiano in regione nucale una zona sufficientemente ampia e folta da cui poter prelevare i capelli da trapiantare. Dopo scrupolosa selezione si possono considerare idonei all'intervento di microautotrapianto anche i portatori di protesi capillare (che potrà essere riapplicata sull'area trattata qualche giorno dopo finché i capelli non saranno ricresciuti) e chi ha subito in precedenza interventi chirurgici correttivi della calvizie con risultati scadenti o con esiti cicatriziali per impianto di capelli artificiali.
COME SI APPARE DOPO L'INTERVENTO?
Al termine dell'intervento solitamente non occorre medicazione. L'area trapiantata apparirà quasi uguale a prima dell'inizio dell'operazione, in quanto vengono trapiantati i follicoli (cioè le radici) dei capelli insieme a solo qualche millimetro del loro fusto.
COSA SUCCEDE AI CAPELLI TRAPIANTATI?
Gli innesti attecchiscono nel giro di 10-15 giorni, ciò significa che le radici dei capelli trapiantati verranno a far parte definitivamente della zona ricevente in cui sono stati alloggiati e potranno far nascere un capello normale con un ciclo di vita identico a quello di un capello mai trapiantato.
Il grado di attecchimento si aggira intorno al 90%, ma tale percentuale potrebbe abbassarsi in caso di soggetti già sottoposti ad impianto di capelli sintetici o a precedenti interventi sul cuoio capelluto, in quanto la zona ricevente è già sede di tessuto cicatriziale.
In ogni caso non si può verificare il processo di "rigetto del trapianto", perché i capelli trapiantati provengono dalla stessa persona e non da altre.
I corti fusti dei capelli innestati cadono nel giro di 3 mesi e gradualmente lasciano il posto ai capelli definitivi. Per vedere il risultato completo è necessario aspettare, perciò, almeno 6 mesi, cosi da dare la possibilità a tutti i "nuovi" capelli di essere visibili sul cuoio capelluto.
a cura della dott.ssa Arianna Tinti
Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva
Articoli
▪
(Fonte: Nuova Italia Medica)
▪
ALOPECIE - Tipi e cure possibili
Il termine alopecia, usato comunemente nel gergo tricologico e nelle patologie dei capelli,
deriva dalla parola greca alopex (senza peli o senza capelli). Questa malattia non si
limita al cuoio capelluto ma si può estendere alle sopracciglia, alle ciglia, alle ascelle e al pube.
La psoriasi e' una dermatosi cronica infiammatoria, rappresentata da elementi di grandezza e
forma diversa, ma tutti costituiti, nelle forme tipiche, da un cumulo di squame.
Avere un approccio positivo nei confronti delle situazioni ed avere la possibilità di richiedere un supporto psicologico sono elementi importanti qualora non sia stata riscontrata una causa organica od ormonale che motivi la problematica tricologica.
È noto come la comparsa, sul cuoio capelluto, di un'abbondante desquamazione biancastra e squamosa che tende ad impregnare i capelli ed a staccarsene sia spontaneamente che al momento della pettinatura, altro non è che l'espressione visibile di un'accelerazione del «turnover» delle cellule dello strato germinativo dell'epidermide: e prende il nome di forfora.
Sono moltissime le cause che portano nelle donne al diradamento dei capelli e spesso alla calvizie, ma una delle cause più frequenti è legata ad uno squilibrio estrogeni-androgeni.
Quindi, in queste forme, la patologia è di origine ormonale ed endocrina.